mercoledì 30 gennaio 2019

Il sole d'inverno

Ricomincio da qui. Da un blog. L'ultimo post del mio precedente diario digitale l'ho scritto 8 anni fa. Poi, non so perchè, ho affastellato parole nella mia testa, come cataste di legna da ardere che, ora più che mai, bramano di far divampare come una fiamma tutti i pensieri di cui il mio cuore trabocca. Sono giorni di magoni e di paure, di pianti lasciati fluire furtivamente in cucina, mentre griglio le zucchine o cucino una zuppa, cercando di nascondere ai miei bambini gli occhi rossi, di dissimulare i singhiozzi, di arginare quel dolore che, talvolta, sembra aprire lentamente una crepa in me, straziandomi l'anima e dilaniandomi le viscere come una bestia feroce ed affamata. Sono giorni di sonno pesante, senza sogni, ma del resto non sogno più neanche da sveglia, sempre travolta dalle incombenze del presente, pericolosamente dipendente dalla nostalgia del passato, mortalmente terrorizzata da ciò che riserva il futuro. Mi sento sola e persa come mai prima d'ora...o forse no, come è già accaduto...e domani saranno trascorsi ben 17 anni.... Ho la sensazione che la vita mi stia sfuggendo di mano, come sabbia tra le dita. La stringo forte, ne percepisco il calore ma, inevitabilmente, fugge via, mentre mi arrovello sul perchè io debba sentirmi così, sempre, senza speranza, sconfitta. Avrei solo voglia di infilarmi sotto il piumone, al buio, di non vedere, di non sentire, di non parlare, di non uscire e non incontrare anima viva, di scacciare via tutto dormendo, come una principessa delle fiabe che si risveglia quando ormai è tutto compiuto, risolto, bella e riposata, pronta a vivere una nuova esistenza in un castello incantato, felice e contenta, per sempre. Invece sono qui, a cercare di barcamenarmi come un' equilibrista imbranata fra la casa, il lavoro, la scuola dei figli, la malattia di mia madre ed il morbo, senza nome, che mi divora l'anima, con le ossa erose da un gelo che ha molto poco a che vedere con il clima rigido di questi giorni e molto più a che fare con quel senso di inadeguatezza che mi attanaglia da una vita.
Sono giorni grigi, freddi, in cui il più delle volte piove. Qualche volta fa capolino uno splendido sole invernale, splende per poco, quel tanto che basta per illudermi che sarà una giornata più semplice, senza pioggia, senza fango, senza ombrelli... Odio gli ombrelli, da sempre... E' un sole che illumina ma non scalda, ci prova, timidamente, ma non riesce a farlo abbastanza. Un po' come me in questi giorni. Ci provo, ma ciò che ottengo non è abbastanza. Passerà, come il pigro torpore di questo sole d'inverno. Probabilmente non cambierà mai nulla. Non credo più nelle svolte, nelle occasioni, nelle amicizie, nell' amore o in Dio. Ho solo la certezza che ogni tanto tornerà a salutarmi questo sole d'inverno....Mi specchierò nel suo pallore, nella sua solitudine nostalgica di cieli azzurri, di brezze leggere, di stormi di rondini, di verde e di fiori. E continuerò a provarci, ad andare avanti, anche se so già che non sarà abbastanza.